Mi sono fermata a pensare.

L’anno scorso è stato il Natale più brutto della mia vita: non potevo alzarmi dal letto, avevo difficoltà motorie e guardavo gli altri festeggiare.

Avevo fatto lo sforzo di vestirmi e rimanere a casa di una zia, almeno per stare in compagnia, ma mi ricordo che era stato molto difficile essere autonoma e avevo fatto appello a tutte le mie forze. Pochi regali, io non ne avevo fatto alcuno perché la mia malattia mi relegava in casa e mi sentivo parecchio triste. Mi mancava mia nonna e piangevo tanto.

Avevo un unico desiderio: guarire e riprendere la mia vita. Non so come, ma l’avrei fatto.

A distanza di un anno, stilo il mio decalogo sul Natale, ovvero le cose che ho desiderato più di qualsiasi regalo materiale e che ho considerato importanti per poter dire “Sì, è questo quello che voglio durante le feste”.

  1. I regali. Non intendo il regalo in se e per se, ma il fatto che li riceva. In tempi di crisi, abbiamo deciso di fare pochi regali e di farli a chi realmente amiamo. Io ho optato per regali fatti a mano e questo è stato molto apprezzato perché le persone hanno capito che era un modo per dir loro “Ehi, non ce la faccio, ma ho pensato ugualmente a te e ci ho messo del mio, ti voglio bene“. In altri casi, anche il fatto stesso di ammettere la propria difficoltà nel poterlo fare è stato ricevuto “come se fosse un regalo”. La sincerità nelle azioni è un passo importante, accoglietelo come “un pezzo di cuore che va da me a te“.
  2. Gli auguri. Fermatevi e scrivete un pensiero per quella persona. Non dei generici “Auguri a te e famiglia”, ma optate per pochi auguri ma sentiti. Ho mandato una serie di messaggi personalizzati, pensando alla persona che li avrebbe ricevuti e mi sono chiesta che cosa avrebbe voluto leggere e sentirsi augurare. Ho pensato alla sua vita e al momento che stava attraversando e a che cosa avrei potuto desiderare io se qualcuno mi avesse chiesto “Cosa desideri, in questo momento, più di tutto il resto?” e poi ho premuto Invio. Le persone hanno speranze e sogni, se abbiamo un pò di serenità da augurare a loro, perché non farlo?
  3. I pranzi e le cene. Ci sono famiglie che si spezzano, famiglie che si allontanano, amici che si perdono. I momenti di ritrovo vengono visti a volte come degli obblighi, come dei momenti in cui “bisogna essere felici per forza”…Abbiamo la fortuna di poterci permettere di acquistare qualcosa per fare un banchetto, perché lamentarci? Sediamoci accanto a chi desideriamo, impariamo a riconoscere chi vogliamo realmente accanto, accettiamo anche il fatto di non aver voglia di parlare. E’ importante mantenere le relazioni, avete mai pensato che c’è chi desidera vederci da un anno? Non partiamo prevenuti.
  4. Le persone.Loro ci salvano, sempre. Ci sono amici che ci hanno tradito, parenti che ci hanno fatto soffrire, ma in tutto questo ci sono, soprattutto, sorprese! Amicizie che si sono rivelate più forti di quanto ci saremmo mai immaginati, facendoci sentire amati e coccolati, ma soprattutto protetti. Rafforza queste relazioni, dai il meglio, è in questi momenti che puoi dimostrare il tuo affetto per l’Altro. 
  5. La famiglia. Ho capito quanto fosse importante quando ho perso mia nonna materna: la mia vita ha subito un brusco cambiamento perché non avrei più sentito la sua voce, non avrei visto più il suo maglione rosso a renne addosso a lei, non avrei aperto i suoi regali, non avrei più sentito il profumo dei gamberoni al forno fatti da lei. Mi manca tanto, anche questo Natale. Quello che rimane è una famiglia che rimane unita, che ha resistito alle difficoltà e alla crisi economica di quest’anno e che,nonostante la penuria di regali (e di soldi), ha fatto sentire tutto il suo affetto. E’ proprio in questi periodi che hai voglia di stringere i tuoi cari in un unico abbraccio. Fallo ora, fallo senza limiti, perché è un Amore che ti porterai a presso tutta la vita e che trasmetterai anche ai tuoi figli.
  6. La tristezza. Conceditela. Non devi essere felice per forza, come ti dicevo in qualche punto più sopra. Non è la fiera dell’ipocrisia, è normale essere tristi.Ti manca chi ami, ti manca il lavoro, ti manca la salute…Sii triste, è un’emozione che hai lasciato da una parte per tanto tempo, che hai cercato di reprimere distraendoti in vari modi…Ma il Natale riporta a galla tanti ricordi, ti mette davanti un conto che non volevi pagare ora, quindi lascia che la tristezza fuoriesca ed esprimila. “Scusa, sono triste”è molto meglio di un atteggiamento freddo e distaccato che allontana chi ti sta accanto perché pensa che tu abbia qualcosa contro di lui o lei e che invece aiuta chi ti ama a com-prendere che hai bisogno di sentirti così. Sii chiaro nell’esprimere le emozioni, condividere la tua tristezza ti aiuterà a gestirla meglio.
  7. Il perdono. Hai bisogno di pace e questo è il momento per farlo. Ti sei legato al dito un affare che ti porti a presso dallo scorso Natale, perché? Stai impiegando energie e tempo ed emozioni in un qualcosa che ti sta risucchiando, fermati. Lascia andare. Concentrati su ciò che realmente vuoi. Le questioni di principio e la vendetta non portano a nulla di concreto e nulla di costruttivo: se hai deciso di mettere in chiaro delle situazioni, trova una maniera positiva e propositiva per risolverla.Perdona, non perché loro meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace.
    (Anonimo)
  8. La riflessione. Osserva come hai trascorso le feste e fai le tue riflessioni. Concediti questi giorni di festa per rimanere un pò per conto tuo e capire cosa vuoi realmente, in silenzio. Esprimi quest’esigenza a chi ti sta accanto, così da essere chiaro nelle intenzioni e non far rimanere male nessuno, a volte i silenzi vengono fraintesi e questo crea incomprensioni. Dopo il frastuono delle cene e dei pranzi, rilassati.
  9. Il tempo. Hai corso per giorni alla ricerca di regali per accontentare tutti, nel mentre hai lavorato e hai continuato a condurre la tua vita normale, ma sei stanco e spossato, senza energie. Hai ancora da fare, da impacchettare…Ehi, non ti rincorre nessuno, se lasci le cose a metà sei ok ugualmente. Approfittane per fare delle cose che non potevi fare nel resto dell’anno, un piccolo viaggio, una gita, prendi il sole in giardino, porta avanti il tuo hobby, dedicati del tempo. Ne hai bisogno.
  10. Un nuovo inizio. Non a caso questo è l’ultimo punto. Se rileggi il decalogo ti renderai conto che è un crescendo di passi da fare per “tornare a Te”, perché le feste sono soprattutto questo: un boom di emozioni positive e negative che hai bisogno di osservare criticamente e dalle quali devi trarre il meglio per tornare alla carica ed affrontare questa Vita. Scrivi i tuoi “buoni propositi” per un nuovo inizio, non è necessario che siano in “ordine di importanza” perchè deciderai tu da quale cominciare. Pensa ad obiettivi che puoi realizzare a breve termine e tra qualche mese e poi chiediti come ti vedi tra un anno. Conserva i tuoi obiettivi e,di volta in volta, controlla se li hai raggiunti. Il prossimo Natale potrai capire se hai raggiunto il tuo megaobiettivo o se hai bisogno di più tempo. Sii gentile con te stesso, poniti obiettivi che puoi realmente raggiungere e non cose che sai che potrebbero portare a frustrazioni inutili. Comincia con un passo alla volta e, se non riesci subito, perdonati tanto e aggiusta il tiro. Non darti addosso, sii clemente, pratico, obiettivo e realistico. Devi pensare a passi che puoi compiere tu, essere umano, e sono convinta che ci riuscirai.

Il più bel regalo che tu ti possa fare è stare nel presente, tenere a mente ciò che realmente vuoi, perdonarti ed essere fedele a te stesso. Ecco il mio augurio per questo Natale.

La Doc.

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